Ricerca

Inclusione

L'inclusione è un valore aggiunto, che tutte le persone possono esprimere, se messe nelle condizioni di farlo. Vediamo come si realizza l'inclusione.

Che cosa è l’inclusione

Inclusione significa venire incontro alle esigenze di tutti, permettendo a ciascuno di offrire il proprio contributo all’apprendimento e alla vita in comune. In tal modo, la scuola si adatta agli alunni, per dare valore al loro profilo. In pratica, l’inclusione è un valore aggiunto, che tutte le persone possono esprimere a proprio vantaggio e a vantaggio degli altri, se messe nelle condizioni di farlo.

Cliccando su questo link è possibile consultare e scaricare tutti i documenti relativi all’inclusione elaborati dal nostro Istituto e  aggiornati all’a.s. 2025/2026

Piano per l’Inclusione

Il Piano Annuale per l’Inclusione (PAI) è un documento che fornisce indicazioni per migliorare l’azione educativa della scuola. E’ un documento elaborato dopo l’analisi dei bisogni degli alunni, la verifica dei progetti svolti e la valutazione dei punti di forza e delle criticità emersi nel corso dell’anno scolastico.

Il Piano Annuale per l’Inclusione (PAI) è predisposto da uno speciale gruppo di lavoro che assume il nome  di Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI).

Piano annuale per l’inclusione -a.s. 2025/2026

Bisogni educativi speciali

Sappiamo che per alcuni alunni affrontare il percorso di crescita a scuola può rivelarsi più complesso rispetto ai compagni. Le esigenze di questi alunni si definiscono bisogni educativi “speciali”, che danno diritto alla personalizzazione dell’apprendimento per conseguire i traguardi previsti per tutti (sviluppo delle competenze, appartenenza sociale, autostima, autonomia).

I bisogni educativi speciali sono una caratteristica delle persone che presentano condizioni di disabilità  oppure disturbi specifici di apprendimento, disturbi evolutivi, difficoltà o svantaggi legati a particolari condizioni ambientali (di tipo socioeconomico, culturale, linguistico). La Scuola si impegna ad offrire risposte adeguate ai bisogni di ognuno attraverso percorsi individualizzati e/o personalizzati.

Quali sono i bisogni educativi speciali (b.e.s.)

Sono varie le situazioni in cui il percorso scolastico può presentare maggiore complessità. Seguono le categorie che descrivono le particolari esigenze di alcuni alunni:

  • alunni con  disabilità certificata in base alla L. 104 /92;
  • alunni che presentano  disturbi specifici dell’apprendimento – DSA (disturbi nelle abilità di scrittura, di lettura e del calcolo);
  • alunni che presentano  situazioni di svantaggio  determinate da particolari condizioni sociali e ambientali.

Gli alunni con bisogni educativi speciali

Quando un alunno presenta una disabilità oppure un disturbo specifico dell’apprendimento (d.s.a.) vanno presentate la certificazione e la diagnosi. Si tratta di documenti rilasciati dagli specialisti che lavorano nei servizi sanitari provinciali e nazionali, come prevede la normativa  (L. 104/92 L. 170/10  ).

Quando gli alunni  manifestano difficoltà nell’apprendimento non dovute a disabilità o a d.s.a. ma legate a problematiche socio-economico o ambientali, il Consiglio di classe mette a punto interventi personalizzati in accordo con la famiglia.

In tutti i casi descritti, clinici o di tipo ambientale, si tiene conto del modello di funzionamento ICF   ( Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della salute, 2002) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale modello non riguarda soltanto le condizioni di persone con problemi fisici o mentali, ma si presta a descrivere qualsiasi individuo.

Cosa bisogna fare

Occorre realizzare una scuola capace di accogliere le specificità di ognuno, per offrire occasioni educative e didattiche adatte ai diversi bisogni, in modo da rendere ciascun alunno e alunna protagonista dell’esperienza a scuola, a prescindere dalle sue potenzialità e dai suoi limiti.

Come farlo

Lo si fa innanzitutto con l’accoglienza e l’ascolto, che sono il presupposto di qualsiasi iniziativa e metodo di lavoro.

Come realizzare la “scuola inclusiva”

E’ essenziale la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti:

insegnanti,  famiglie, agenzie sul territorio, servizi sanitari e sociali devono condividere un piano di lavoro, per favorire l’esperienza di apprendimento e soprattutto una vita in comunità, dove l’azione delle persone è valorizzata come contributo e non misurata in termini di prestazione.